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CAMPO PUNTO ZERO
TRASFORMAZIONE
INTERIORE E..CAMBIAMENTO DIMENSIONALE
..sembra vi sia molto interesse oggi verso la bioelettricità
e verso la nostra
connessione a qualche Divina Fonte energetica...
(Bryan O'Leary)

Conobbi Bryan
O'Leary
(Astrofisico ed ex Astronauta) nel 1995, durante una
conferenza a Roma presso la facoltà di Ingegneria Aerospaziale
all'Università La Sapienza e dopo aver colloquiato con lui su
alcuni aspetti relativi alla disinformazione della NASA riguardo
gli avvistamenti Ufo nello spazio, mi rispose dicendomi:
"caro Massimo, se "loro" sono qui oggi e volano sulle nostre
teste, evidente che noi in futuro saremo con loro nello
spazio...Quello che ti voglio dire è che le loro tecnologie sono
già in possesso della NASA della Difesa militare USA e di altre
Nazioni come la Cina e la Russia. Gli UFO o Dischi
volanti, sono in possesso di tecnologie Free Energy e sfruttano
appunto una energia misteriosa e sconosciuta che per noi è
attualmente impossibile riprodurre ma credo che gli scienziati
sanno come sfruttarla. L'Ente governativo che svolge questo tipo
di ricerca, sa che cos'è la Tecnologia Free Energy (o Campo del
Punto Zero) e credo abbia già sperimentato alcuni velivoli sotto
copertura militare che volano con motori non inquinanti ad
Antigravità. Gli UFO e le EBE (Entità Biologiche Extraterrestri)
sfruttano questo tipo di energia che è correlata con i campi di
energia elettromagnetica, campi psicocinetici e meditazione".
Massimo Fratini
Titolo
originale:
MIRACOLO NEL
VUOTO

di Swami Virato
Intervista a Brian O'Leary, l'Indiana Jones della Nuova
Scienza:
... ciò che ho appreso è che esiste un "etere", una condizione
che oltrepassa materia e energia. Alcuni scienziati lo chiamano
"Campo Punto Zero", un campo elettromagnetico che pervade tutto.

Secondo
O'Leary, per lui tutto ebbe inizio quando visse
un'esperienza mistica ad un "Lifespring" negli anni '70.
I Lifespring (Primavera della Vita) sono degli stages di
trasformazione interiore durante i quali si praticano delle
tecniche, come la meditazione o lo Yoga, atte ad introdurre
i partecipanti in un'altra dimensione di consapevolezza. Fu
allora che da astrofisico si trasformò in metafisico. O'Leary
scoprì di possedere facoltà telepatiche, di poter ricevere e
trasmettere il pensiero. Ho incontrato O'Leary per la prima
volta ad un Lifespring a Philadelphia nel 1978. Autore di
tre libri sull'interazione degli umani con gli UFO e su
altri domini dell'esistenza e della coscienza, il Prof.
Brian O'Leary venne addestrato dalla NASA per partecipare al
programma Mission Mars. Trasformatosi da professore della
Princeton University in attivista della nuova scienza,
svolge conferenze in tutto il mondo.

Negli ultimi quattro anni ti sei interessato alla ricerca
sui Crop Circles: come si collegano le tue attività a tale
fenomeno e agli UFO?

Vidi per la prima volta un Crop Circle in Inghilterra, nel
1991. Scrissi dunque un intero capitolo sull'argomento nel
mio saggio "The Second Coming of Science", in cui discutevo
il processo fisico sotteso alla loro formazione. Credo si
tratti di energia elettromagnetica o di campi di forza
psicocinetica che, urtando sugli steli di grano, li rendono
temporaneamente plastici in modo da piegarsi senza rompersi
per poi risolidificarsi in fretta e continuare a crescere
normalmente. Il manifestarsi dei Crop Circles, fatta
eccezione per quelli fasulli, è un fenomeno molto reale
causato da un intervento misterioso e probabilmente non
umano. La ricchezza degli "arazzi" formati dai Crop Circles
e la pura bellezza della simbologia rappresentata lasciano
senza parole, così come l'energia in essi contenuta.

So del tuo impegno nella ricerca sulla Free Energy.
Ancora prima di Tesla vennero avviati studi in tal senso, ma
oggi alcuni studiosi hanno scoperto una correlazione,
perlomeno matematica e scientifica, tra di essa e le altre
forme di energia coinvolte nella formazione dei Crop Circles.
Che tipo di energia potrebbe produrre un fenomeno simile?

L'energia della consapevolezza. Dopo aver visto i cerchi nel
grano, diverse manifestazioni di psicocinesi, la grazia
delle materializzazioni compiute da Sai Baba (sono stato
quattro volte in India per incontrarlo di persona e ho
assistito alla creazione di oggetti letteralmente dal
nulla), varie dimostrazioni dell'esistenza di quel che noi
chiamiamo free energy o "energia punto zero", dopo viaggi in
tutto il mondo, dopo aver incontrato un ricercatore come
Thomas Green Martin, ho capito che esiste un "etere", una
condizione che oltrepassa materia ed energia.

Perché, secondo te, una così gran parte della società
tende a soffocare l'evoluzione della conoscenza?

Ci troviamo nel mezzo di un mutamento degli schemi e di una
rivoluzione della consapevolezza di proporzioni mai viste.
Quando si instaura un nuovo modello, quelli che si
aggrappano al vecchio modo di pensare puntano i piedi e
diventano così recalcitranti da risultare ben poco
scientifici. L'ho constatato tra i miei ex-colleghi. Quindi,
prima di tutto bisogna vincere le resistenze. Poi,
chiedersi: "cos'hanno in comune i Crop Circles, i cucchiai
che si piegano, Sai Baba, la free energy e tutto il resto"?
Il comune denominatore è la rivelazione che energia e
materia possono essere create dal "nulla", e ciò significa
che nulla è realmente qualcosa, e che questo "nulla"
potrebbe essere la coscienza, ciò che gli scienziati
chiamano "campo punto zero", un campo elettromagnetico che
pervade tutto. Questo vuol dire che la natura fondamentale
della realtà non è la materia o l'energia che rileviamo, ma
la loro causa prima ed è il processo di interazione che
avviene tra di esse che trovo affascinante.

Hai mai lavorato con l'esobiologo inglese Rupert
Sheldrake? Sembra che tu stia definendo il suo stesso
concetto di risonanza morfica.

Sì, ho collaborato con lui. Il concetto di risonanza morfica
è molto significativo nell'ambito dei campi energetici della
coscienza che, interagendo, provocano degli effetti nella
realtà fisica. Sheldrake e le sue idee sono estremamente
importanti ma vi sono anche altri, come David Bohm ed il suo
Ordine Implicito, nonché tutti i fisici del 19° secolo che
ci hanno fornito il concetto di etere.

Dici che sta avvenendo un mutamento di schemi. Nonostante
ma Samuel Hahneman (il "padre" dell'Omeopatia), già nel
secolo scorso, abbia espresso il medesimo concetto di
energia nella medicina omeopatica, esso non viene ancora
accettato dalla scienza ufficiale.

È vero. Gli studi di Nikola Tesla, di T. Henry Moiré e di
altri pionieri, a parte il mio lavoro negli ultimi tre anni,
hanno teso alla scoperta delle prove più evidenti
dell'esistenza della "free energy". Gli esperimenti vengono
condotti in tutto il mondo, ma ciò che mi rende triste è che
in questo Paese (gli USA) molti degli scienziati e degli
studiosi più brillanti sono stati costretti ad espatriare
perché l'ambiente qui è ostile a questo tipo di evoluzione.
Le forze di soppressione provengono da molte diverse fonti,
inclusi gli stessi ricercatori. C'è carenza di fondi e di
sostegno, gli inventori sono isolati, le nostre leggi sui
brevetti sono antiquate e le strategie di investimento
"bizantine": ci si aspetta di recuperare subito i propri
capitali grazie al successo di un determinato nuovo
strumento, ma i profitti possono variare da miliardi di
dollari a zero. Fino ad ora, i ricavi sono mancati, ci
vorranno probabilmente decine di milioni di dollari prima di
trovare la soluzione giusta e nessuna compagnia americana si
è dimostrata disponibile a stanziare tali somme. Il
Giappone, invece, sta finanziando le ricerche sulla fusione
fredda. I pionieri della chimica, Martin Fleischmann, della
Southampton University e Stanley Pons, della University of
Utah, avevano scoperto la fusione fredda alcuni anni fa.
Rifiutati da questo Paese, ora vivono e lavorano a Parigi,
finanziati dai Giapponesi per circa nove milioni di dollari.
Il Dott. Suji Inumata, presidente dell'Istituto Giapponese
di Psicotronica ed autore di svariate ricerche, ha
sviluppato un prototipo, grazie a due milioni di dollari
erogati dalla Toshiba Corporation per i magneti
superconduttori.

Il Giappone
è anche uno dei pochi Paesi che finanziano la ricerca sui
Crop Circles.

Sì,
sembrano essere più aperti verso tali tematiche. Alle mie
conferenze, qui, partecipano cinquanta persone o poco più.
Alcuni mesi fa ho parlato in Giappone davanti ad una platea
di più di settecento persone, la maggior parte uomini
d'affari, ingegneri e scienziati della Toshiba, della Toyota
e di altre grandi compagnie. Sono interessati a trovare
fonti energetiche non solo competitive ma anche più pulite
ed ecologicamente compatibili. Ovviamente, il vero traguardo
è quello. Per me la nuova tecnologia ci consentirà di
risolvere i più gravi problemi ambientali, in particolare
l'effetto serra. Tutti i climatologi concordano: l'effetto
serra è alla base degli stravolgimenti climatici e
meteorologici di oggi e forse perfino della recrudescenza di
malattie aerotrasportate come la febbre gialla, la febbre
dingo e la malaria. In molte zone del mondo esistono
condizioni climatiche estreme, per colpa del consumo
giornaliero di petrolio, dei motori a combustione interna e
delle centrali elettriche.
Studiando la storia della free energy, con le sue vicende di
smentite e vittoriose conferme, si vede che la sua
repressione è tuttora un fenomeno sociale. Bertrand Russel
lo chiarì molto bene: "La resistenza contro qualunque nuova
idea è proporzionale al quadrato della sua importanza".
Pertanto, quando trattiamo di cose come fonti di energia non
inquinanti, quando parliamo di consapevolezza e della
capacità di diventare dei potenti artefici nell'universo
fisico, o quando affrontiamo l'intero fenomeno UFO, le
domande vanno sempre incontro ad una interpretazione
dualistica. Facciamo un esempio. I mezzi di comunicazione.
Mi è quasi impossibile comunicare loro il concetto di free
energy, un concetto che risulta perfino meno credibile del
fenomeno UFO, semplicemente perché non è ancora stato
accettato dallo Stato. Lo stesso mi accade se inizio ad
affrontare la questione della credibilità personale, quando
mi intervistano per i giornali o per la TV, figuriamoci
riuscire a spiegare il concetto di free energy e come
potrebbe cambiare il mondo. Eccomi qui, sono uno scienziato
con tanto di dottorato, un fisico che insegnava alla
Princeton University, uno scrittore noto, eppure devo ancora
lottare con il problema della credibilità. Ho viaggiato
ovunque, ho incontrato moltissimi scienziati, ho appena
pubblicato un saggio, "Miracle in the Void" (Miracolo nel
Vuoto) il terzo di una trilogia di testi dedicati alla nuova
scienza, eppure…
Noi "siamo
energia" e "torniamo all'energia"
Nel film"
Powder" viene analizzata l'idea che noi "siamo energia" e
"torniamo all'energia". Sembra vi sia molto interesse oggi
verso la bioelettricità e verso la nostra connessione a
qualche Divina Fonte energetica. Alcuni credono che l'Uomo
sia parte di un Dio o di una Divinità ed abbia il potere di
creare tutto. Un concetto, rimasto finora limitato entro i
confini del misticismo e credo che, in questo senso, le
religioni instaurate l'abbiano reso dogmatico, poi l'abbiano
reso segreto e quindi abbiano instillato il terrore in chi
osava credere diversamente. Il metodo scientifico è sempre
consistito nell'essere atei o agnostici e così ci si aspetta
che continui a combattere ciò che è mistico creando una
dicotomia tra scienza e spiritualità. Ora che entriamo nel
ventunesimo secolo, le cose stanno cambiando?

Nel mio libro "The Second Coming of Science", affermo che
tutte le aree della scienza e tutti gli aspetti dei sistemi
di fede esistenti lasciano che la gente partecipi alla
nostra cultura a scatole cinesi, dove ogni scatola consiste
in un sistema di credenze limitante. La scatola che
accettiamo più facilmente, negli USA, è una scatola chiamata
"scienza occidentale", divenuta un banale e limitante
esempio di realtà. Immagina che la scatola sia legata al
tempo ed allo spazio e che l'asse del tempo scorra dalla
nostra nascita fino alla nostra morte. Qualunque quesito o
congettura riguardante cosa avvenga prima della nascita o
dopo la morte sono considerate tabù, nell'ambito di un
tribunale o di una investigazione scientifica. La scatola è
limitata dagli spazi interni ed esterni. Un dualismo.
Dobbiamo riuscire a superare la separazione, è giunto il
momento di costruire un ponte ed è stata una vera sfida, per
gente come il Dott. Steven Greer (direttore del Cseti,
Centro Studi Intelligenze ExtraTerrestri), e molti altri,
incluso il sottoscritto, poter esprimere questa realtà in un
modo che sia comprensibile, perché quando stai trattando con
due paradigmi contrastanti che coesistono, ti trovi ad
affrontare due realtà molto differenti. La "scatola della
scienza" è una versione limitata della realtà. In certe
circostanze è valida ma in circostanze più generali non lo è
affatto. La chiave in questo caso è la coscienza. Purtroppo,
scienziati come Stephen Hawking o Carl Sagan hanno a lungo
ribadito l'idea che la coscienza non esiste. Ciò è assurdo e
non c'è bisogno di essere un mistico per rendersene conto.
Puoi essere uno scienziato ed osservare l'effetto della
coscienza sul nostro mondo "reale" e provarlo in un
laboratorio, come ho fatto io. Immagino mi si possa chiamare
l'Indiana Jones della nuova scienza, sto cercando di dare
una mano a ridestare il mondo e di dire alla gente che
abbiamo il giusto potenziale dentro di noi, che sta
giungendo proprio nel momento opportuno per salvarci da un
disastro ecologico sul nostro pianeta.
Verso il problema provo sentimenti contrastanti. Mentre
portavo avanti il lavoro di ricerca per l'ultimo libro
pensavo che si sarebbe trattato semplicemente di un pezzo
foto-giornalistico sui migliori risultati nel campo della
free energy e che stavo svolgendo un servizio, ma mi sono
trovato a vivere delle emozioni intense - un profondo
cambiamento interiore - quando ho iniziato ad accogliere le
nuove informazioni e a meditare sulle implicazioni. Mi sono
reso conto di aver attraversato una serie di spiacevoli
stati emotivi, una fase di "lutto", e che tutti noi stiamo
condividendo quest'esperienza. La Dott.ssa Elizabeth Kübler
Ross ha svolto un'ampia ricerca sul modo in cui affrontiamo
la morte.
Il primo gradino nel nostro modo di affrontarla è la
negazione. La memoria va alla mia prima esperienza di
"Remote Viewing". Era il 1979 e mi trovavo ancora a
Princeton. Ebbene, la vissi ma negai a me stesso di averla
vissuta. Tornai al lavoro come se nulla fosse accaduto e ci
vollero due esperienze consecutive, una di pre-morte ed una
di guarigione per scuotermi al punto giusto - per
risvegliarmi - sino al punto di dover ammettere che la
scienza che avevo sempre insegnato come un dogma non era
tutto,né la fine di tutto. Mi ci vollero diversi anni prima
di accettare completamente questa evidenza. C'è uno slogan
ideato da Chad O'Shay, un predicatore di Asheville, North
Carolina, che dice: "La verità vi renderà liberi ma,
all'inizio, vi farà infuriare". Infatti quando ho superato
il periodo della negazione ed ho accolto le nuove
informazioni, mi sono arrabbiato immensamente. Ero furibondo
con quelli che cercavano di nascondere come stanno veramente
le cose, mi veniva voglia di saltargli alla gola e a volte
non nego di sentirmi ancora così. Dopo il periodo di rabbia
segue quello delle "contrattazioni", una sorta di: "Posso
adattare dei perni cilindrici a dei fori quadrati? Posso
costruire un ponte tra questi due mondi? Posso conciliare il
nuovo punto di vista con quello vecchio?" Di solito la
risposta è negativa, il che è piuttosto demoralizzante. Così
mi è capitato per un paio d'anni, mentre preparavo il libro,
di attraversare una profonda depressione. Trovavo frustrante
e difficile trasporre sulle pagine alcune idee per me
solidamente scientifiche quanto qualunque altra cosa cui mi
fossi dedicato durante la mia carriera di astrofisico. Ho
attraversato la fase del lutto e, secondo la Ross, l'ultima
parte della fase di lutto consiste nell'accettazione. Si
tratta di una sorta di quieta accettazione di questa realtà,
inclusa la coesistenza dei paradigmi vecchi e nuovi. Stiamo
vivendo ora in un'epoca schizofrenica e va bene così. Alla
conclusione del libro, non ho potuto fare altro che
condividere la mia esperienza e osservare cosa sta accadendo
culturalmente in questo momento. Ci troviamo sulla cuspide
tra negazione e rabbia e la parte rabbiosa della rivoluzione
attualmente in corso - la rivoluzione della consapevolezza -
sarà quella più evidente. Tuttavia siamo sufficientemente
saggi e compassionevoli per aiutarci l'un l'altro a superare
queste fasi in modo da non confondere, ancora una volta, i
mezzi con il fine. Il nuovo paradigma di cui parliamo è un
mondo in cui possiamo tutti essere i potenti artefici di noi
stessi e dove la massa e l'energia diventano sussidiari
della coscienza. Avevamo messo il carro davanti ai buoi,
adesso possiamo mettere i buoi sul sedile del guidatore ed
entrare nella consapevolezza che diverrà la pietra angolare
della nuova scienza. Ciò ci permetterà di scoprire chi siamo
realmente, qualcosa che ci è sempre stato tenuto nascosto. È
una cultura così strana la nostra!
Grazie a Dio esiste Internet e grazie a Dio esistono tipi
come voi ed altri colleghi e stiamo tutti lavorando su
questo progetto. Ai bei vecchi tempi, quando lavoravo per la
NASA o quando insegnavo a Princeton, mi sostenevano tutti.
Un'organizzazione che ti sostenga è molto importante. Avere
un gruppo di supporto formato da nuovi colleghi, mentre
attraversiamo le fasi di cambiamento, è ancora più
importante.

C'è qualche osservazione, a conclusione di questa
intervista, che vorresti porre alla nostra attenzione?
Il messaggio che voglio trasmettere è che la nostra realtà è
infinitamente più grandiosa di quanto ci abbiano lasciato
credere e dobbiamo impegnarci in prima persona e
partecipare. Abbiamo bisogno di più persone disposte a
correre dei rischi. Abbiamo tutti dei poteri psichici e ciò
è misurabile e ripetibile in laboratorio. Alleandoci come
colleghi, e in gruppi, possiamo veramente raggiungere quello
stadio in cui le nostre vite diverranno molto più facili e,
conseguentemente, il mondo sarà di gran lunga migliore.
Nascoste da qualche parte esistono le tecnologie e gli
strumenti che possiamo usare perché si affermi un mondo
nuovo ma, probabilmente, dovremo affondare ed attraversare
un lungo periodo di caos prima che la nuova fase si
stabilizzi.

Speriamo che non sarà troppo doloroso. Grazie per averci
concesso il tuo tempo, Brian, è stato bello rivederti.

Grazie, anche per me.

Note:
Swami Virato è scrittore, studioso di filosofie orientali ed
editore della rivista New Frontier Magazine.
fonte:
edicolaweb
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