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Innumerevoli
e continui i contatti tra umani ed alieni di
diverso tipo, su cui sembra prevalere una
specie particolare. Ne conversiamo
liberamente ricordando il colonnello Philip
Corso.
Articolo
di Massimo Fratini
I visitatori
alieni offrono a tutti le stesse
possibilità: ricchi, poveri, persone di ceto
medio, tutti sono candidati. Nello scegliere
gli individui da contattare non hanno mai
dato segno di privilegiare una particolare
posizione sociale o economica.
Se osserviamo
le statistiche, in altre parole i fatti,
nella stragrande maggioranza dei casi gli
incontri ravvicinati si sono svolti a
livello individuale, nel senso che un solo
essere umano ha incontrato uno o più ET.
Questo non significa che il soggetto fosse
sempre solo al momento e nel luogo del
contatto. Gli ET dimostrano alcune capacità,
come quella di penetrare negli appartamenti
attraversando qualsiasi muro od ostacolo,
oltre al potere di agire telepaticamente sui
soggetti, senza procurare loro danni
evidenti. Altro indizio della loro presenza
è una luce bluastra molto intensa che spesso
inonda la stanza e il rumore che accompagna
l'incontro: ad esempio, il ronzio emesso da
un UFO sospeso fuori dalla casa, simile a
quello prodotto da una dinamo. In numerose
occasioni gli ET sembrano aver conversato
telepaticamente o comunicato informazioni
tramite visualizzazioni mentali.
Questo
delinea uno scenario di realtà virtuale
olografica indotta, definito VRS (Virtual
Reality Scenario). Non tutti i contatti
avvengono di notte o mentre i soggetti sono
addormentati. Si verificano anche incontri
diurni, che interessano generalmente un solo
soggetto. La mia impressione, sulla scorta
di studi personali, e delle altrui ricerche,
mi portano a ritenere che gli ET
preferiscano un ambiente rurale, solitario
o, ancora meglio, selvaggio.
Le zone isolate semplificano
la questione del contatto, che non deve
allarmare le persone, consentendo più
facilmente ai soggetti di riprendersi
dall'esperienza dell'incontro ravvicinato e
riflettere sull'accaduto.
EXTRATERRESTRI
ED ENTITA' BIOLOGICHE
"Forse
dovremmo considerare le EBE descritte nei
referti di autopsia come dei robot umanoidi,
delle forme di vita appositamente create per
viaggi su lunghe distanze attraverso lo
spazio e il tempo". Queste parole,
pronunciate dallo scomparso colonnello
Philip Corso, rievocano in sintesi le
conoscenze ed esperienze di fatti che
seguirono l'incidente di Roswell e la
cosiddetta ricaduta tecnologica dovuta alle
ricerche effettuate sui reperti recuperati
da quella nave spaziale.
Il
colonnello, infatti, aveva l'incarico di
coordinare il settore di Ricerca e Sviluppo
del File Top Secret di Roswell, per conto
del Generale Arthur Trudeau, al Pentagono
nel 1961. In una intervista rilasciata nel
1997 al giornalista Maurizio Baiata,
pubblicata sul libro "Il giorno dopo Roswell",
il Col. Corso descriveva gli ET come esseri
biologici, appunto chiamati EBE, Entità
Biologiche Extraterrestri, metà robot e metà
umanoidi (il termine EBE, che appare per la
prima volta sui controversi documenti
Majestic 12, sarebbe stato coniato nel 1947
dopo l'incidente di Roswell.)Corso li
considerava parte integrante dei loro
oggetti volanti: le EBE, il sistema
propulsivo dell'astronave e lo Spazio
formerebbero un equilibrio perfetto.
Corso disse
che: "... a bordo di quel tipo di navicelle
non c'è cibo, né acqua o altro, il che porta
ad una fondamentale conclusione: un alieno
EBE vive attraverso pulsazioni
elettromagnetiche. Così come nel nostro
mondo le piante, gli insetti, i pesci, tutti
gli animali e persino gli esseri umani
interagiscono con l'ambiente, così
l'extraterrestre vive in uno stato di totale
integrazione con la sua astronave. E' questo
il segreto della sua sopravvivenza. Se a un
corpo umano viene sottratto il nutrimento,
si spegne velocemente, si deteriora e muore.
La stessa identica cosa avviene ad un
extraterrestre: egli si spegne se lo si
sottrae al suo ambiente e al suo campo
elettromagnetico. Il nostro sostentamento ci
è fornito dal cibo e dall'aria, il suo
dall'energia elettromagnetica". Così, con
grande chiarezza, Philip Corso descriveva
l'interfaccia esistente tra EBE e astronave.
DIFFERENTI
RAZZE
La
razza più comunemente incontrata dagli
esseri umani è quella dei Grigi. Si tratta
di esseri dall'aspetto umanoide, di piccola
statura (dai 70 ai 100 cm) e con pelle
grigiastra. Hanno grosse teste calve, simili
a quelle dei feti umani, corpo esile e
fragile ed enormi occhi obliqui, a mandorla
e totalmente neri, senza iride, pupille o
palpebre. Sicuramente esiste un gruppo
d'esseri simile alla descrizione fatta o,
perlomeno, una razza della quale questi
esseri possono costituire una variante. Sono
stati segnalati però Grigi alti un metro e
mezzo, altri di due metri, con diversi
carnagione di diverso colore, dal bianco al
grigio e dal marrone al verde. In alcuni di
questi la fisiologia umanoide potrebbe
essere diversa.Un tipo più peculiare di ET è
rappresentato dalla specie insettoide delle
mantidi, esseri caratterizzati da volto
oblungo e stretto, con grandi occhi neri
molto obliqui che formano una specie di "V",
conferendo loro l'aspetto di insetti.
Un'altra razza è quella dei cosiddetti
rettiliani o rettiloidi. La pelle di questi
esseri si presenta a scaglie fini e piccole,
mentre gli occhi, più grandi di quelli degli
esseri umani, sono spesso ovali e di colore
giallo-verdastro, dalla pupilla a forma di
stella.
Poi c'è un
misterioso gruppo che, per comodità,
chiameremo i Jawas (data la loro somiglianza
con le creature del film "Guerre Stellari"),
riconoscibili in quanto piccoli (alti
intorno al metro) e con indosso tuniche con
cappuccio che lasciano il volto in ombra.
Alcuni contattati hanno notato occhi
luminosi sotto i cappucci dei Jawas.
Inoltre, stando ad alcuni rapporti, non
mancano soggetti che avrebbero avuto
incontri ravvicinati con esseri a noi
simili, comunemente chiamati nordici o
biondi.
Concludendo,
vorrei ricordare che, in quanto umani, ci
potremmo sentire turbati dall'apparizione di
forme di vita intelligente che sembrano così
differenti dalla nostra. Questa realtà può
rappresentare un grosso problema, ma può
anche ricordarci che la fonte di tutto ciò
che esiste è straordinariamente varia nelle
sue modalità di espressione nelle forme di
vita (comprese quelle intelligenti) che
popolano l'Universo. In ogni caso, potremmo
aver bisogno di aggiornare la nostra idea
che le Nazioni Unite (ONU) attualmente
comprendano tutte le razze. Ovviamente
esiste almeno una dozzina di razze ET che
non vi sono ancora rappresentate.
fonte:
noiegliextraterrestri.blogspot.com
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