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"...il Sole può lanciare verso la
Terra pericolosi flussi di radiazioni"
ROMA -
Il Sole può lanciare verso la Terra pericolosi flussi di
radiazioni e di particelle anche quando raggiunge il minimo del
suo ciclo undecennale di attività -come in questo periodo- e la
sua superficie appare priva di macchie solari. La scoperta,
fatta da un numeroso gruppo di ricercatori americani e
annunciata sul Journal of Geophysical Research, arriva proprio
mentre si sta prolungando un eccezionale minimo dell'attività
solare che lascia sbalorditi gli stessi scienziati. «Per ora il
Sole ci riserva una sorpresa dopo l'altra - ha dichiarato Sarah
Gibson, portavoce del gruppo e geofisica al National Center for
Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, Colorado-. Finora si
pensava che il cosiddetto vento solare toccasse i livelli più
bassi in corrispondenza del minimo dell'attività, quando anche
le macchie quasi scompaiono dalla sua superficie. Invece,
studiando il comportamento della nostra stella, durante l'ultimo
minimo del 2008, e confrontandolo con il precedente minimo del
1996, abbiamo trovato che questa convinzione non è fondata: il
vento solare può investire la Terra come un lanciafiamme anche
quando non ci sono macchie».
SISTEMI DI COMUNICAZIONE
La metafora del lanciafiamme,
ovviamente, non è da prendere alla lettera. In realtà può
succedere che un intenso flusso di particelle elementari di
origine solare, giunto al livello dell'orbita terrestre con
velocità di centinaia di km al secondo, colpisce il campo
magnetico terrestre che ci fa da scudo contro questo tipo di
radiazioni e riesce a penetrarlo, scatenando tempeste
elettromagnetiche. Il fenomeno può avere risvolti rilevanti
anche per la nostra vita quotidiana poiché la maggior parte dei
moderni sistemi elettronici e di telecomunicazioni è vulnerabile
rispetto a questi eventi e può andare in tilt, causando una
serie di blackout a catena che investono i satelliti
artificiali, le linee elettriche e quelle telefoniche, i
trasporti, le trasmissioni radio e televisive, gli apparati GPS,
eccetera.
STRATEGIE
Secondo i ricercatori
americani i flussi di radiazioni durante il «Sole quieto» del
2008, piuttosto che alle inesistenti macchie, sono associati a
«buchi» che si producono nella rovente atmosfera solare. Dei
rischi associati alle tempeste solari si è parlato nei giorni
scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la
sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV)
a Roma. «Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato
dallo SCAR (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide)
che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività
solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli
effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben
noto GPS, ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema
europeo GALILEO -riferisce la dirigente di ricerca Giorgiana De
Franceschi -. Le regioni polari forniscono un laboratorio
naturale per l’osservazione e lo studio dei disturbi atmosferici
di origine solare, che influenzano la prestazione degli apparati
tecnologici basati sui sistemi di navigazione satellitare,
riducendone la precisione e l'affidabilità. Gli esperti di
diverse nazioni, guidati dal gruppo di fisica dell’alta
atmosfera dell’INGV, si sono perciò riuniti per pianificare
l’osservazione e lo studio dell’atmosfera polare attraverso una
rete internazionale di speciali ricevitori GPS posizionati sul
continente Antartico”. Da questi studi ci si aspetta una
migliore conoscenza di due caratteristiche dell'atmosfera: il
vapore d’acqua nella bassa atmosfera (troposfera) e il contenuto
di elettroni nella parte alta (ionosfera) che influenzano la
propagazione delle onde radio.
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