a cura di Sonia T. Carobi
Avevano detto che era
spiato. Che gli alieni lo tenevano sotto controllo.
Avevano giurato che un “occhio” extraterrestre era alle sue
spalle ad Henderson, nel Nevada, mentre lui si giocava le
sue ultime carte prima del grande giorno. E che lo stesso
“occhio” era alto nel cielo nell’attimo in cui giurava
solennemente fedeltà agli Stati Uniti d’America e gridava
“vi batteremo” in faccia al terrorismo mondiale. Avevano
anche ricordato che uno strano oggetto era passato sulle
teste di milioni di americani mentre Bruce “The Boss”
lanciava la sua “The Promised Land” in suo onore.
Ma lui ci aveva
scherzato su. Barack Hussein Obama II, agli Ufo non
sembrava proprio interessato. Almeno era quello che lui
aveva dato ad intendere. Almeno era quello che pensavamo
tutti. E invece pare proprio che il 44° presidente Usa con
gli alieni abbia deciso di giocare a carte scoperte.
La notizia circola da un
po’ su internet. Ed è stata ripresa anche da un blog del
Corriere.it che in qualche modo ha finito per darle forza e
un minimo di credibilità.
Ufo-files
Il punto di partenza è un’indiscrezione. Il canale
dove ha cominciato a correre veloce la “soffiata” è quello
dell’ultimo convegno di Esopolitica che si è tenuto a
Barcellona alla fine di luglio scorso.
Il 27 novembre prossimo
Barack Obama dovrebbe aprire una finestra sugli Ufo-Files
americani. Dovrebbe parlare senza più ipocrisie della
presenza extraterrestre sulla terra, dovrebbe svelare i
retroscena di una serie di episodi clamorosi che vanno dal
caso Roswell allo scontro aereo sui cieli di Los Angeles
consumatosi nel febbraio del 1942. Ma soprattutto dovrebbe
ammettere, davanti a tutto il mondo, che gli Stati Uniti
avrebbe avuto un contatto pacifico con almeno sei razze
aliene!
Che dire? Se fosse vero ci
sarebbe da chiudersi in casa e aspettare il giorno di san
Virgilio e San Massimo, il 331° giorno del calendario
Gregoriano, il giorno in cui Alfred Nobel si inventò quello
stravagante premio, e in cui nacque il boss Vito Genevose e
morì Alexandre Dumas. Insomma il 27 novembre. Solo per
vedere l’effetto che fa.
Ma mancano un po’ di
settimane a quella data e non ci resta che avanzare ipotesi.
La curiosità è tanta, e le notizie che in questi giorni si
rincorrono sui media sembrano rendere quanto mai opportuna
la scelta del “president”.
Il 2009 è l’anno degli
Ufo. 275 giorni sono trascorsi all’insegna degli
avvistamenti, delle segnalazioni, delle foto e dei video
incredibili. Mai come in questi primi dieci mesi la presenza
“aliena” era sembrata più palpabile, evidente, concreta.
Le notizie si rincorrono
dal Giappone al Messico, dalla Spagna agli Usa e l’Italia
sembra essere uno dei territori più battuti del pianeta.
Il portavoce del Governo
nippponico, Nobutaka Machimura, ha detto senza imbarazzi di
credere “definitivamente” all’esistenza degli UFO. Il
Vaticano ha dichiarato che la fede cristiana non è in
conflitto con il credere agli extraterrestri. Molti
astronauti hanno affermato di fronte alla stampa, il
contatto con gli extraterrestri è già avvenuto. Nick Pope,
importante personalità che ha studiato gli UFO per conto
della Gran Bretagna, ha dichiarato che ormai da tempo il suo
governo ha dato ordine ai piloti militari di abbattere gli
UFO laddove ce ne fosse bisogno. Laddove si dovesse
verificare un “contatto”.
“Siamo alla vigilia – si
sente dire al convegno di Barcellona – della scoperta che
non siamo soli nell’ Universo e che non lo siamo mai stati”.
E allora solo l’intervento di una voce autoritaria e
“conclusiva” può finalmente fare chiarezza.
L’attesa è grande e le
domande sono tutte rivolte a quegli episodi che per troppo
tempo sono rimasti senza risposte serie e definitive. Il
“contatto” che si consumò in California, a due mesi
dall’attacco giapponese a Pearl Harbor, è sicuramente uno
dei “fatti” più importanti. Controverso, affascinante, “al
punto – scrive Flavio Vanetti sul Corriere.it – che tanti
ritengono di dover riclassificare in base ad esso l’inizio
della caccia alla verità sugli Ufo”. Era febbraio. Una
settantina di anni fa. Un oggetto non identificato, molto
luminoso, fu preso di mira dalla contraerea americana. Venne
fotografato e finì sulle prime pagine di tutti i giornali
del mondo. “L’esercito afferma che l’allarme è reale”,
titolò il Los Angeles Times. Era il 26 febbraio 1942. Non se
ne seppe più nulla.
Che dite? Aspettiamo il 27
novembre?